Un gruppo trasversale ai partiti composto da 50 ex membri del Parlamento federale si oppone all’iniziativa che chiede di dimezzare il finanziamento della SSR. Essa sarebbe «non meno pericolosa dell’iniziativa No Billag», si legge nella loro lettera aperta rivolta al popolo svizzero. La lettera è stata pubblicata sul sito dell’Alleanza Diversità mediatica, che combatte l’iniziativa di dimezzamento da quattro anni.
I firmatari mettono in guardia dal fatto che una riduzione della metà del budget indebolirebbe massicciamente il mandato costituzionale di servizio pubblico della SSR. Proprio in tempi di incertezze geopolitiche e di crescente disinformazione, la Svizzera ha bisogno di media forti e indipendenti in tutte e quattro le regioni linguistiche. Nessun’altra azienda mediatica è in grado di adempiere a questo compito a livello nazionale.
Le regioni periferiche e di montagna sarebbero particolarmente colpite. In queste aree i mercati sono troppo piccoli per garantire un servizio di base privato equivalente. Un’eventuale accettazione dell’iniziativa ridurrebbe in modo duraturo la pluralità dei media e creerebbe lacune nell’offerta.
Gli ex parlamentari sottolineano inoltre che la riduzione del canone decisa dal Consiglio federale entro il 2029 comporta già un alleggerimento per le economie domestiche e le imprese. L’iniziativa di dimezzamento va ben oltre e mette a rischio strutture funzionanti senza proporre alternative sostenibili.
I firmatari, provenienti da tutti i partiti politici, dal PLR ai Verdi, invitano le cittadine e i cittadini a votare no all’iniziativa per dimezzare il finanziamento della SSR l’8 marzo.
Contatto:
Joachim Eder, già consigliere agli Stati PLR/ZG e co-presidente dell’Alleanza Diversità mediatica.
E-mail: jeder@quickline.ch
La lettera aperta è disponibile qui di seguito in formato PDF.
